ANDATA RITORNO MAUTHAUSEN, IL VIAGGIO DELLA MEMORIA VERA

Aggiornamento: 30 gen


Avete mai fatto un Viaggio della Memoria? Se non lo avete mai fatto io vi consiglio di metterlo subito nei vostri progetti futuri. E' un'esperienza importante, da cui si esce più maturi, più consapevoli, più vivi.

E proprio in questi giorni in cui si celebra la Giornata della Memoria, il 27 gennaio, che in tutto il mondo ricorda le vittime dell'Olocausto, vale la pena fermare con cura la nostra attenzione su quelle tragiche pagine della Storia del novecento.

Per fare quello che primo Levi ci indicava, con una sua famosa frase. "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre".

l'ho fatto, quindi , il viaggio della memoria. A novembre sono partita con un gruppo di amici guidati da un docente, Giampiero, con la moglie Chiara e da Silvana, tre esperti di lungo corso di questa esperienza. Da decenni accompagnano schiere di giovani e non più giovani a vivere questo momento.

Obiettivo del viaggio del 2021, il campo di sterminio di Mauthausen con il suo sottocampo di Ebensee, in Austria.

Quell'obiettivo, la meta geografica, è stata solo una parte di ciò che abbiamo raggiunto. Una meta concreta, per così dire.

Tutte le altre sono state le mete della coscienza, l'avvertimento diretto di qualcosa che ti cambia dentro.

E' nata un'energia nuova dentro a tutti i viaggiatori che hanno accettato di vivere quella esperienza. La definirei una forza vitale, ciò che origina la responsabilità stessa di una scelta.

Ho visto, so, non voglio dimenticare.

Questo dice la responsabilità. Vedere, capire, significa anche prendere su di sé una parte e poi testimoniare.

Ed io posso farlo da queste pagine. Posso condividere i valori che ho imparato in quei giorni, in quei paesaggi, in quei silenzi, insieme a Antonio, Ela, Claudio, Elisa, Graziella, Anna, Alide, Leo, Caterina, Donata, Silvano, Stella, Andrea, Franca, Liliana, Leonardo, Cinzia, Mariateresa.

Mauthausen parla ancora. Mentre tutto intorno al campo ( ed in fondo anche intorno a noi) sembra scegliere la negazione, Mauthausen, Ebensee, le figure dei sopravvissuti, le testimonianze, parlano ancora.

Ma per quanto? Ricostruzioni (e non solo delle strutture dei campi) tendenziose e nemmeno tanto larvatamente revisioniste o negazioniste, offrono alle nuove generazioni pericolosi solchi di falsità, in cui spesso le vediamo cadere. "Ma ci sono stati davvero i campi di concentramento? Portavano davvero qui le persone innocenti?", domande che non pochi insegnanti oggi si sentono fare con preoccupante frequenza da alunni ed anche, incredibilmente, da giovani genitori.

Un Viaggio della Memoria serve anche a questo. A saper trovare le parole da dire a chi dubita. A saper indicare i luoghi, le persone, i libri, che fanno comprendere con onesta e limpida analisi storica ciò che successe.

Il male, bisogna dirlo, viene compiuto con facilità e con altrettanta facilità viene dimenticato.

A noi il compito di ricordare e di farlo ricordare.

Non solo perché siamo stati lì ed abbiamo visto, non solo perché abbiamo ascoltato le voci dei testimoni diretti, prigionieri miracolosamente sopravvissuti, come Roberto Camerani, nato a Triuggio, nel 1925, antifascista, deportato a Mauthausen nel '43 e liberato dagli americani nel 1945, ma perché ci siamo stati con responsabilità e ci è stata trasmessa la forza grande del vero.

Questa pagina è anche per lui, per la sua figura di testimone lucido e senza desideri di vendetta, per quanto ha saputo costruire per indicare la strada giusta. Perché tanti giovani possano vedere più in là.


Sono numerosissimi i libri che vengono presentati in questi giorni sullo sterminio, la Shoah, il nazismo e su tutte le vittime innocenti non solo ebree di quella orribile ondata di odio.

Riporto qui con grande piacere i consigli di lettura che ci sono stati segnalati nei giorni del nostro viaggio e che offrono uno spaccato originale, non sempre così noto. Si tratta quindi di volumi che non sempre trovate nei consigli di lettura o nelle recensioni di libri sulla Shoah e sul nazismo. Sono però di estremo interesse e costituiscono un importante arricchimento per quanti siano, tenacemente, alla ricerca della verità.

Altre ampie riserve di documentazione si possono trovare negli archivi dell'ANED, che vi consiglio di andare a vedere.


Ecco una lista da non perdere:

- Giuseppe Mayda, Mauthausen, storia di un lager, Il Mulino;

- Gordon J. Horwitz, All’ombra della morte, La vita quotidiana attorno al campo di Mauthausen, Marsilio;

- Giuseppe Valota, Dalla fabbrica al lager, testimonianze di familiari di deportati politici dall’area industriale di Sesto San Giovanni, Mimesis;

- Wendy Holden, Treno di vita, La straordinaria storia di tre bambini a Mauthausen, Piemme;

- Daniel J. Goldhagen, I volonterosi carnefici di Hitler, I tedeschi comuni e l’olocausto, Mondadori;

- Edwin Black, L’IBM e l’olocausto, I rapporti tra il Terzo Reich e una grande azienda americana, Rizzoli;

- Italo Tibaldi, Compagni di viaggio, Dall’Italia ai Lager nazisti, I trasporti dei deportati 1943-1945, (ebook scaricabile gratuitamente dal sito dell’Aned www.deportati.it;

- Florian Freund, KZ Zement Ebensee, Il Campo di concentramento di Ebensee “commando” di Mauthausen e l’industria missilistica;

- Hans Maršalek, La storia del campo di concentramento di Mauthausen, edito dall’archivio di Mauthausen (acquistabile solo al campo).

Due bellissimi che trovate in ogni consiglio di lettura su questo argomento:

-Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi
.


-Elie Wiesel, La notte, Giuntina

Per quanto riguarda le memorie di Roberto Camerani, ci segnala Giampiero, esistevano in commercio due edizioni, ormai introvabili, del suo testo (“Il viaggio” e “Il bel sogno”)
Una recente riedizione dal titolo “Il viaggio di Roberto” è reperibile presso la Fondazione Memoria della Deportazione di Milano.







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