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APPUNTAMENTI DA NON PERDERE: "PROGETTARE LA MEMORIA 2023"



Per la nostra rubrica "Appuntamenti da non perdere" proponiamo questa interessantissima mostra ideata da ANED, Associazione nazionale Ex deportati nei campi nazisti, che si terrà a Milano, presso la Casa della Memoria in via Confalonieri 14 dal 18 gennaio 2023 al al 26 febbraio.


"PROGETTARE LA MEMORIA" presenta ai visitatori una preziosa raccolta di testimonianze dell'operato dello Studio di Architettura BBPR che diede vita a numerose ed importanti opere ma fu anche estremamente attivo nella lotta contro il fascismo. Il nome deriva da un acronimo : si tratta delle iniziali dei giovani studenti del Politecnico di Milano che una volta laureati diedero vita allo studio e poi si ritrovarono a lavorare nei tragici anni del nazifascismo .

Gian Luigi Banfi e Lodovico Barbiano di Belgiojoso, due dei quattro componenti dello studio – gli altri furono Enrico Peressutti ed Ernesto Rogers, riparato in Svizzera perché ebreo – subirono in prima persona la deportazione a Mauthausen per il loro impegno nelle fila del Partito d’Azione negli anni della Resistenza. Gian Luigi Banfi purtroppo cedette alle dure condizioni del Lager e morì a Gusen nell’aprile 1945. La mostra, fortemente voluta dall’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti, attraverso un percorso fotografico di Nanni Fontana e documenti provenienti da numerosi archivi presenterà, in ordine di realizzazione:

  • il Monumento ai Caduti nei campi di concentramento nazisti presso il cimitero Monumentale di Milano (1945)

  • il Memorial di Gusen (1964)

  • il Museo-Monumento al deportato politico e razziale di Carpi (1973)

  • il Memoriale in onore degli italiani caduti nei campi di sterminio di Auschwitz (1980)

  • la cella italiana nel campo di Ravensbrück (1997)

  • il Monumento al deportato al Parco Nord Milano (1998)

È la prima volta che vengono riunite in un’unica mostra queste realizzazioni di uno del più internazionali e conosciuti studi di architettura italiani, talora in collaborazione con altri importanti esponenti della cultura italiana, in una logica di collaborazione e di multidisciplinarietà che univa progettazione e testimonianza. La mostra, dal titolo “Progettare la memoria - Lo studio BBPR, i monumenti, le deportazioni” sarà inaugurata il 18 gennaio alle ore 18 presso la Casa della Memoria di Milano, in via Confalonieri 14. E' stata realizzata da Giuliano Banfi, Gaia Carboni, Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi per conto dell’ANED, in collaborazione con Alberico Barbiano di Belgiojoso, Fondazione Memoria della Deportazione e Fondazione Fossoli. Consulenza per l’Architettura di Maria Vittoria Capitanucci; fotografie di Nanni Fontana; progetto espositivo e allestimento di Navone e Associati; progetto grafico di Eva Scaini.

Ingresso libero da martedì a domenica fino al 26 febbraio dalle 10:00 alle 17:30. Per il Giorno della Memoria sono previste visite guidate. Per tutto il 27 gennaio saranno esposti per la prima volta al pubblico tre eccezionali acquerelli originali realizzati da Lodovico Belgiojoso nel campo di Fossoli nella primavera del 1944. Su un grande pannello lungo 12 metri saraà riprodotta la frase-manifesto dello Studio BBPR, a illustrazione del loro metodo di lavoro collegiale: “Qualsiasi progetto fatto in quattro è comunque migliore di quello che avrebbe potuto essere prodotto singolarmente da ciascuno”.


da sinistra: Enrico Peressutti – Lodovico Lodo Barbiano di Belgiojoso – Ernesto Nathan Rogers – Gian Luigi Giangio Banfi



"I BBPR sono stati uno dei primi e più interessanti casi di sodalizio artistico e culturale fondato sul lavoro di gruppo, un’intuizione che ha permesso di superare la dimensione artigianale dello studio professionale per orientarsi verso una concezione dell’attività dell’architetto basata sull’apporto collegiale come principio metodologico, e capace di affrontare temi sempre più vasti ed eterogenei, dal disegno degli interni alla progettazione paesaggistica", spiega la rivista Abitare.it rivista di Architettura e Design, "Inoltre, l’impegno culturale dei singoli soci su diversi fronti – la partecipazione ai CIAM e al Movimento di Studi per l’Architettura (MSA), l’insegnamento universitario tra Milano e Venezia, l’attività con le Triennali a partire dal 1933, e la direzione di “Domus” e di “Casabella-Continuità” da parte di Rogers – ha trasformato lo studio, tra gli anni Quaranta e Sessanta, in un vero e proprio laboratorio della modernità".


Dal grande impegno dei giovani architetti nella lotta contro il nazismo e per la Resistenza nacque in loro la volontà di lasciare traccia nella progettazione e realizzazione di una serie di monumenti importantissimi che ancora oggi si possono visitare: Memoriale di Gusen (1960-1965); Memoriale italiano di Auschwitz (1980); Museo monumento della deportazione di Carpi (1973); Memoriale italiano Ravensbrück (1982); Monumento ai deportati di Mauthausen nel parco Nord di Milano in Sesto San Giovanni (1996).


Dal loro genio e dalle loro grandi capacità creative derivarono una serie infinita di costruzioni che gli esperti di architettura studiano e a cui si ispirano, che segnano i profili di città come Milano, Torino, Modena, Vicenza, Roma, Palermo, Messina; all'estero Bombay, Barcellona, Kuwait (Piano di Ristrutturazione della Città Vecchia), Riad, Egitto.

A Milano ricordiamo la Torre Velasca , nell'omonima piazza, considerata da molti la loro opera maggiore( 1951); a Torino la Torre BBPR in Piazza Statuto angolo Corso Francia ( 1959).


Per approfondire consigliamo : https://www.milanolibera.it/storie/memoriali-musei-e-monumenti-dello-studio-bbpr//

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