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COSA NON SI FA PER ESSERE DAVVERO GENTILUOMINI ?

Aggiornamento: 14 mar



UN NUOVO POST IN ARRIVO PER LA NOSTRA RUBRICA "LETTI DA VOI", libri bellissimi, libri da non perdere, libri belli da leggere


Gentiluomo in mare

di Herbert Clyde Lewis (Autore), Marco Rossari (traduttore)


Cadere da un piroscafo in mezzo al Pacifico?


Voi gridereste AIUTO a squarciagola?

E se, per caso, siete un gentleman lo fareste comunque? Senza dignità e vergogna per la goffa situazione nella quale siete finito a capofitto, scivolando su una macchia d’unto, come un fesso?

Se lo è chiesto anche  Henry Preston Standish, il protagonista di questo libro, piccolo e prezioso.

Il romanzo è breve per gli standard logorroici di oggi (come rimpiango la collana Cento pagine dell’Einaudi inventata e curata da Italo Calvino).“Breve” per me è un pregio, soprattutto se in 150 pagine sai creare questo piccolo capolavoro.


Se ti piacciono i libri di Mark Twain questo romanzo fa per te perché si comincia con la scanzonata cronaca di una crociera degli anni ’30 del secolo scorso, coi suoi personaggi quasi macchiette tipiche di una crociera piccolo borghese.

L’Oceano Pacifico, liscio come un laghetto , accoglie il tonfo del gentiluomo Henry Preston Standisch, senza quasi fare rumore.


Mentre la poppa dell’Arabella si allontana sempre di più sembra di sentire Paolo Conte che canta Onda su onda, e il mare è una tavola blu.

Poi però si entra nella Linea d’ombra di Conrad, con il racconto della crisi esistenziale che ha colpito, tempo addietro, il gentiluomo Standish.

E passare da Conrad a Tolstoi è un attimo.

Io ci ho ritrovato il povero Ivan Ilic che deve fare il bilancio della propria misera esistenza.

Esistenza che gli scorre davanti, con tutti quei rimpianti, con tutte le cose che ora capisci e che invece allora non vedevi nemmeno.

Ci si spoglia di tutto fino a restare nudi, nudi come quando si è nati e come si è alla fine della corsa.


Non si può spoilerare il finale ma non è quello che vi spiazzerà, tutto il libro è un enorme fraintendimento.

Ma la vita del gentiluomo Standish non è stata così?


E la nostra, com’è?

Anche la vita dell’autore, Herbert Clyde Lewis non è stata un granché: morto d’infarto a 41 anni, poco riconosciuto come romanziere e giornalista, poco apprezzato come sceneggiatore ad Hollywood, sempre con l’acqua alla gola, costretto alla bancarotta.

Insomma, una vita dura che però non traspare dalla sua prosa leggera, elegante e serena, nonostante tutto.

Aggiungete che era di famiglia russa (ovviamente con cognome diverso) composta da tizi scappati davanti ai pogrom (sport nazionale), e il quadro è completo.


Caro Herbert, meriti proprio una tardiva ma sincera ricompensa: leggetelo!

Ps. Consiglio caldamente l’ascolto tramite Rai Play sound, podcast Ad Alta voce.

Aggratis. GIANPIERO SOGLIO

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