GRATTERI E IL SUO BEL LAVORO CONTRO L'OPPRESSIONE MAFIOSA

Aggiornamento: 6 apr



Da pochissimo è in libreria ma è già tra i più venduti questo bel libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, "Non chiamateli eroi", edito da Mondadori, con illustrazioni di Giulia Tomai, che consiglio ai ragazzi e ai giovani.

E' una lettura edificante e ben costruita, ottima proprio in questi giorni. Il 19 luglio del 1992 cadeva infatti sotto i colpi della mafia Paolo Borsellino nella strage di via D'Amelio.

In questa strage persero la vita, oltre al magistrato del pool di Palermo, anche i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Nasceva per contro nel Paese una nuova coscienza, che prendeva corpo piano piano, faticosamente, facendosi largo tra timori, clima di minaccia e omertà, per riscattare tutte le ingiustizie di cui furono vittima i due grandi magistrati, Falcone e Borsellino, e molti dei loro uomini di fiducia.

Oggi, a trent'anni di distanza, in ogni scuola si insegna il valore della legalità, l'importanza di far valere la giustizia ed ogni comportamento virtuoso, la capacità di distinguere il bene dal male.

Leggere questo libro fa capire proprio questo. E se tutti capiscono, si può fare molto anche contro la mafia.

La stessa potente azione che un uomo forte e preparato come Nicola Gratteri sta portando avanti da anni, sia con il suo lavoro da magistrato, sia con il suo esempio da cittadino di una società che vuole credere e crescere nel bene. Quella società che lui stesso ha contribuito a far diventare sempre più grande, fornendo grazie al suo impegno tutti gli strumenti necessari alla lotta contro ogni oppressione che ognuno di noi può ora utilizzare.

Tra gli strumenti metterei anche questo libro, capace di mostrare gli esempi positivi che contiene non tanto come eroi, ma come cittadini che sanno produrre il bene e allontanare il male, anche quando sembra vincente. Quella infatti non è vittoria, ma volgare sopraffazione.

Ecco così scorrere davanti a noi non solo le figure di Falcone e Borsellino, ma anche quelle di Giuseppe Letizia, Peppino Impastato, Giorgio Livatino, Libero Grassi, don Pino Puglisi, Lea Garofalo. Tutti capaci di compiere questa azione di contrasto e di porsi all'interno della nostra vita come un nuovo pilastro culturale, quello della legalità.

Ottimo per i ragazzi, questo libro si rivela un'ottima lettura per tutti perché è capace di risvegliare le coscienze.

Nicola Gratteri, sotto scorta ormai da trent'anni, ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia. In magistratura dal 1986, è dal 2016 Procuratore Capo del Pool Antimafia di Catanzaro. Si devono a lui ed alla sua indomita volontà le più importanti recenti e molteplici operazioni condotte contro tutte le reti mafiose che arricchivano il potere di mafia, 'ndrangheta e camorra, in modo particolare quelle relative al triangolo Calabria-Lombardia- Sud America, sino al grande secondo maxi-processo, il "più imponente celebrato alle 'ndrine", come ha scritto Il Giorno.

Antonio Nicaso è un giornalista, saggista e docente che da tempo scrive con Gratteri. E' un esperto analista del fenomeno della 'ndrangheta.

Sono opera dei due autori, tra gli altri, anche "Ossigeno illegale. Come le mafie approfitteranno dell'emergenza Covid–19 per radicarsi nel territorio italiano, Mondadori, 2020, "La rete degli invisibili", "Dire e non dire", "Acqua santissima".

Per i giovani lettori Antonio Nicaso ha pubblicato anche "La mafia spiegata ai ragazzi", edito da Mondadori, che trovate citato anche nel post del blog dedicato a Falcone pubblicato il 24 maggio .










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