KLARA , L'ANDROIDE UMANO CHE CONQUISTA I SUOI LETTORI

Aggiornamento: 13 lug 2021




Quando ho letto "Klara e il sole" , l'ultimo libro di Kazuo Ishiguro, mi sono subito innamorata di Klara. Il tipico colpo di fulmine. E ho ringraziato dal profondo del mio cuore Ishiguro per aver inventato questo personaggio.

E' davvero meraviglioso, ha il potere di aprirti gli occhi e di condurti nella verità.

Questa storia infatti secondo me è un cammino dentro alla verità umana, anche se rappresentata da un personaggio che umano non è.

Perché Klara è un robot, un androide serie B2, ma sofisticata, in grado di fare cose che solo i più moderni AA (leggi : Amico Artificiale) di ultima generazione possono fare, e anche meglio di loro.

Come tutti gli AA di questo mondo pensato dall'autore in un nostro vicino futuro, Klara ha un compito: aspettare nella vetrina del negozio che un bambino la scelga come compagna di giochi ed aiutarlo a trascorrere un tempo che sarebbe invece preda della solitudine.

Klara aspetta fiduciosa insieme ai suoi amici AA esposta in vetrina, ed intanto si offre volentieri ai raggi del Sole, suo fidato alleato, necessario non solo perché illumina e scalda, ma perché le ricarica, nel vero senso della parola, le pile, visto il suo funzionamento a rigenerazione solare.

E già solo qui la cosa mi piace tantissimo. Ma la storia va avanti e la mia gioia cresce.

Cresce avvertendo Klara guardare il mondo, scomposto in quadri separati, così come può guardarlo la vista sintetica di un androide. E vi immaginate cosa sa fare Ishiguro con questa idea? Dove ci porta ? Il "fuori"( dalla vetrina) compare a Klara come una serie di quadri da ricomporre e da studiare, da capire e da amare, perché è nel fuori che starà con il piccolo umano che la sceglierà.

E la mia gioia leggendo cresce ancora. Cresce perché lo sguardo di Klara si sofferma sui passanti, sul traffico, sulle relazioni umane, colte nella frazione di spazio che la sua vista le consente e... immaginate cosa sa fare Ishiguro con quella frazione di spazio? Quello che normali scrittori non sanno fare con chilometri di paesaggi meravigliosi, ve lo dico io.

Klara osserva, impara ed aspetta pazientemente, sapendo che prima o poi il suo momento arriverà.

Ed ecco finalmente comparire Josie, la bambina che poi la sceglierà. La nota una prima volta, e Klara sente dentro qualcosa, ma non entra nel negozio. Arriverà tempo dopo, ma a colpo sicuro, convincendo la madre (molto più attratta dai modelli di ultima generazione), che è proprio Klara che lei vuole.

E qui la mia gioia cresce ancora, perché ciò che lega Klara a Josie è secondo me ciò che ogni umano vorrebbe: Klara la difende, la guida dolcemente, le parla, la ascolta (Josie con lei parla molto), ama le sue proposte e Josie ama farle vedere il mondo, accorgendosi che Klara non era mai stata nel "fuori".

E' una crescita a due mani, uno scambio biunivoco perfetto, tra due entità imperfette e perciò stesso bellissime.

Klara sa della malattia di Josie, l'ha capito subito, dal primo momento che l'ha vista il suo sguardo analitico da androide: ha letto nella sua camminata un pò storta la fragilità della malattia.

Josie non potrà scampare al suo destino, ma Klara sì, innalzando fino al cielo tutto il suo amore.

E come si fa a non innamorarsi di un libro così ? E' una storia bellissima, piena di forza creativa e fantasia, dotata di una struttura solida e lieve al tempo stesso. La fantasia inoltre ha sempre come sfondo la nostra realtà umana, noi avanzatissimi umani ultratecnologici, ma sempre in bilico, con i conti del cuore che non tornano mai.

E' un libro che va letto proprio da noi, che restiamo esterrefatti e distanti davanti a noi stessi, troppo poco desiderosi di conoscerci, di capirci, di amarci.

Come possiamo fare ? Come Klara fa con Josie, è già un buon punto di partenza.

Kazuo Ishiguro è un grande scrittore, nel 2017 ha coronato la sua carriera con il premio Nobel per la Letteratura ma tutta la sua produzione è costellata da importanti premi, praticamente ogni suo romanzo ha vinto qualcosa. Il "Times" lo ha incluso tra i cinquanta più grandi autori britannici dal 1945 già nel 2008.

I più lo conosceranno per "Quel che resta del giorno", uscito nel 1989 ( premio Booker) e reso ancor più noto dall'omonimo film di James Ivory con un magistrale Anthony Hopkins nel ruolo di Steven e una ottima Emma Thompson nella parte di Miss Kenton.

Anche il suo bellissimo "Non lasciarmi", oltre ad aver vinto nel 2005 il premio Alex, ha dato origine al film omonimo diretto da Mark Romanek ed uscito nel 2010.

Da leggere sicuramente per comprendere a fondo la matrice giapponese legata alle sue origini il suo secondo romanzo , "Un artista del mondo fluttuante", premio Withbread nel 1986.

In Italia ha vinto il Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa con "Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo" nel 2009.

"Klara e il sole" è uscito nel 2021 per Einaudi con la bella traduzione dall'inglese di Susanna Basso, che traduce anche scrittori del calibro di Alice Munro, Ian McEwan, Elizabeth Strout e Jane Austen, di cui sta realizzando e curando la traduzione dell'opera completa.

Una piccola nota, che rende ancora più originale questo libro: chi lo acquista può scegliere una delle tre sfumature di colore dell'immagine di copertina di Bianca Bagnarelli.








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