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L'ESTATE ? E' FATTA PER LEGGERE!

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 7 min

In estate abbiamo più tempo e ci possiamo dedicare con più calma alla lettura. Al mattino ci alziamo con tranquillità, una tazza di caffè, una buona colazione e ...chi al mare, chi in montagna, chi anche a casa ma non oppresso dal lavoro, iniziamo la giornata in modo più libero. Compare il desiderio di leggere qualche bel libro, interessante , non necessariamente impegnativo, ma di contenuto valido e scritto bene. Ecco perché ho selezionato questa serie di libri belli da leggere 'sotto l'ombrellone', leggeri, ma non solo, capaci di suscitare interesse e piacere. Mi hanno aiutato nella scelta amiche esperte , buone lettrici, con le quali condivido la passione di leggere e discussioni sui libri, gli autori, le tematiche.

Ecco a voi otto proposte, otto consigli di lettura, tra cui potrete scegliere il libro bello da leggere in agosto!

Buone pagine!

(fonti: siti degli editori, RaiCultura, Google Libri)



La volta giusta di Lorenza Gentile, pp. 310, Feltrinelli, 2025, racconta la storia di Lucilla, una trentenne che, dopo una lunga serie di relazioni sbagliate e compromessi fatti per sentirsi amata, decide di ricominciare da capo. Insieme al compagno vince un bando per gestire una locanda in un minuscolo borgo delle Alpi Marittime, ma poco prima della partenza lui la lascia, costringendola ad affrontare da sola un progetto pensato per due. In un luogo dove il tempo scorre lentamente e la comunità è ancora il cuore della vita quotidiana, Lucilla incontra persone capaci di accoglierla e di insegnarle un nuovo modo di guardare sé stessa. Tra amicizie inaspettate, segreti condivisi e il contatto con la natura, comprenderà che la felicità non dipende dal trovare la persona giusta, ma dal diventare finalmente la versione più autentica di sé.

Lo consiglio a chi ama i romanzi che fanno stare bene, leggeri senza essere superficiali, con protagoniste imperfette e profondamente umane. Perché? È una storia di rinascita, di seconde possibilità e di comunità, che invita a rallentare e a riflettere sul coraggio di cambiare strada quando la vita prende una direzione diversa da quella immaginata. Una lettura luminosa e confortante, perfetta per chi cerca un libro capace di lasciare speranza e serenità anche dopo l’ultima pagina.



Non ancora 101 di Irene Salvatori, pp.256, Marcos y Marcos, 2026, è un romanzo autobiografico fuori dagli schemi, in cui la quotidianità di una madre single che vive a Berlino con tre figli e sei bracchi ungheresi diventa il punto di partenza per raccontare molto più di una semplice convivenza con gli animali. Ogni cane ha una personalità unica, una voce, un carattere e un modo tutto suo di stare al mondo: attraverso di loro emergono le fragilità, le gioie, la fatica e l’amore che attraversano una famiglia tutt’altro che convenzionale. Il filo conduttore è Aaron, il cane più difficile e imprevedibile, la cui storia di abbandoni e tentativi di adozione diventa anche una riflessione sul significato dell’accoglienza, del legame e dell’appartenenza. Con uno stile ironico, inventivo e sorprendentemente poetico, Salvatori trasforma il caos della vita quotidiana in un racconto pieno di tenerezza e umanità.

Lo consiglio a chi ama i libri in cui non succedono grandi eventi, ma accadono tante piccole cose capaci di lasciare il segno. Perché? È una lettura che farà sorridere chi vive con un cane, ma che saprà emozionare anche chi cerca una storia sulla famiglia, sulle imperfezioni e sulle forme più autentiche dell’amore. Più che un romanzo sugli animali, è un libro su come imparare a convivere con il disordine della vita e a riconoscere che, spesso, sono proprio i legami più imprevedibili a insegnarci chi siamo davvero.



Un lavoro perfetto di Tsumura Kikuko,pp. 320, Marsilio, 2025 è un romanzo delicato e ironico che racconta la storia di una giovane donna che, dopo aver lasciato un impiego troppo stressante, trova lavoro in un’agenzia che offre occupazioni temporanee. Attraverso una serie di incarichi insoliti e apparentemente banali, la protagonista riscopre il valore del tempo, della semplicità e di un modo diverso di vivere il lavoro e le relazioni. Con uno stile essenziale e surreale, l’autrice osserva con grande sensibilità le contraddizioni della società contemporanea.

Lo consiglio a chi ama la narrativa giapponese contemporanea e le storie introspettive, ma anche a chi cerca una lettura rilassante che faccia riflettere sul rapporto con il lavoro, sulle aspettative sociali e sull’importanza di trovare un equilibrio personale. Perché ?  È un libro che conquista senza clamore, lasciando il lettore con una piacevole sensazione di calma e con molti spunti di riflessione.



Il settimo giorno di Yu Hua,pp. 188, Feltrinelli, 2017, è un romanzo intenso e profondamente umano che segue il viaggio di Yang Fei, un uomo appena morto che, nei sette giorni successivi alla sua scomparsa, ripercorre la propria vita e incontra altre anime rimaste ai margini della società. Attraverso questa prospettiva originale, Yu Hua racconta le disuguaglianze, le contraddizioni e i rapidi cambiamenti della Cina contemporanea, alternando momenti di forte emozione a una critica sociale lucida e pungente.

Lo consiglio a chi ama i romanzi che uniscono riflessione sociale e coinvolgimento emotivo, e a chi è curioso di conoscere la Cina al di là degli stereotipi. Perché? È una lettura toccante, capace di affrontare temi come la memoria, l’amore, la perdita e la dignità umana con uno stile semplice ma estremamente potente, che lascia il segno anche dopo l’ultima pagina.


Felici i felici di Yasmina Reza, pp. 168, Adelphi, 2017, è un romanzo corale composto da una serie di brevi storie che si intrecciano attraverso i pensieri, le confessioni e le vite dei suoi personaggi. Coppie, amici, genitori e figli si raccontano in prima persona, mostrando ciò che spesso rimane nascosto: i piccoli tradimenti, i desideri inconfessati, le solitudini e le fragilità che convivono con la normalità della vita quotidiana. Reza osserva con il suo consueto sguardo ironico e impietoso le relazioni umane, dimostrando quanto sia sottile il confine tra la felicità che mostriamo agli altri e quella che davvero proviamo.

Lo consiglio a chi ama i romanzi che raccontano più la complessità delle persone che gli eventi. Non è una storia con una vera trama, ma un mosaico di vite in cui è facile riconoscere qualcosa di sé o di chi ci sta accanto. La scrittura di Yasmina Reza è essenziale, intelligente e spesso attraversata da un umorismo sottile che rende ancora più incisive le sue riflessioni. Perché? È una lettura che invita a fermarsi sui dettagli, a osservare le relazioni senza giudicarle e a ricordare che la felicità, forse, non è mai uno stato permanente, ma una somma di attimi fragili e imperfetti.


La sonnambula di Bianca Pitzorno, pp. 416, Bompiani, 2026, è un romanzo che intreccia storia, mistero e formazione attraverso la vicenda di una giovane donna nella Sardegna dell’Ottocento. Al centro della narrazione c’è un’apparente condizione di sonnambulismo che diventa il punto di partenza per svelare segreti familiari, superstizioni, pregiudizi e dinamiche di potere che segnano la vita delle donne. Con la sua consueta capacità di ricostruire un’epoca nei dettagli, Pitzorno accompagna il lettore in una storia in cui la dimensione privata si intreccia con quella storica, mostrando come il desiderio di libertà debba spesso fare i conti con le convenzioni sociali.

Lo consiglio a chi ama i romanzi storici in cui la ricostruzione del passato è al servizio di personaggi vivi e credibili. È una lettura che coinvolge per la trama, ma che lascia soprattutto per la profondità con cui affronta temi come l’emancipazione femminile, il peso delle tradizioni e il confine sottile tra ciò che viene considerato inspiegabile e ciò che, invece, è semplicemente il frutto dell’ignoranza o della paura. Perché? Bianca Pitzorno scrive con eleganza e grande sensibilità, regalando una storia che intrattiene, emoziona e invita a guardare il passato con occhi nuovi.


Virdimura di Simona Lo Iacono, pp. 160, Guanda, 2024, è un romanzo storico intenso e luminoso che riporta alla vita una figura straordinaria e quasi dimenticata: una donna vissuta nella Catania del Trecento, determinata a diventare medico in un’epoca in cui alle donne erano negati studio, autonomia e libertà di scelta. Cresciuta dal padre Urìa, medico ebreo che le trasmette l’amore per la conoscenza e per la cura degli altri, Virdimura impara che la medicina non è solo una questione di tecnica, ma soprattutto di compassione e coraggio. La sua storia si sviluppa tra epidemie, superstizioni, differenze religiose e ostacoli imposti dalla società, fino alla lotta per ottenere il riconoscimento ufficiale della sua professione. Sullo sfondo di una Catania medievale ricca di colori, profumi e contrasti, Simona Lo Iacono racconta il ritratto di una donna che sceglie di non arrendersi alle regole del suo tempo.

Lo consiglio a chi ama i romanzi storici capaci di far incontrare passato e presente, soprattutto quando raccontano figure femminili forti ma non idealizzate. Perché? È una lettura sulla libertà, sulla conoscenza e sul valore della cura, ma anche sul coraggio di seguire la propria vocazione quando il mondo intorno sembra dire il contrario. La scrittura di Simona Lo Iacono accompagna il lettore in un’epoca lontana con grande sensibilità, restituendo voce a una protagonista che rappresenta ancora oggi la forza di chi sceglie di guardare oltre i limiti imposti dagli altri.



L’imperdibile di Eleonora Marangoni, pp. 201, Feltrinelli, 2026, nella terzina finalista al Premio Manzoni Romanzo Storico 2026 di Lecco, racconta la straordinaria storia vera di Walter Hunt, inventore americano dell’Ottocento, un genio tanto brillante quanto incapace di trasformare le sue idee in successo. A lui si devono invenzioni che hanno cambiato la vita quotidiana di milioni di persone, come la spilla da balia e il primo prototipo moderno della macchina da cucire, ideata con anni di anticipo rispetto ai modelli che sarebbero diventati famosi. Eppure Hunt, per disinteresse verso il denaro, ingenuità o semplice sfortuna, cedette o non valorizzò molti dei suoi brevetti, rimanendo nell’ombra mentre altri costruivano fortune grazie alle sue intuizioni. Attraverso la ricostruzione della sua vita e il viaggio dell’autrice sulle sue tracce negli Stati Uniti, il romanzo riflette sul significato del successo, sul valore dell’ingegno e su ciò che rende davvero una vita degna di essere ricordata.

Lo consiglio a chi ama le storie vere che sembrano romanzi, le biografie fuori dagli schemi e i libri che fanno riflettere sul rapporto tra talento, ambizione e destino. È una lettura elegante e coinvolgente, che restituisce dignità a un uomo quasi dimenticato e invita a chiedersi se il successo coincida davvero con la fama o se il valore di una vita risieda, più semplicemente, nelle tracce che lascia nel mondo. E voi, nel processo che coinvolgerà il protagonista, da che parte stareste?


 
 
 

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