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VOGLIO DIRE NO , BASTA CON LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE


Nel destino di nessuna donna ci deve essere l’oppressione e la violenza. Per nessuna.

E invece ancora si ripete la catena di atti, scelte, espressioni, che mostrano quanto sia difficile estirpare il cancro della violenza contro la donna. Quella medesima catena che la tiene legata e che ha spinto lo stesso Presidente della Repubblica a dichiarare proprio oggi, giorno dedicato alla lotta contro tale violenza, che per le donne ci vuole molto, molto coraggio per denunciare. Tante oggi quel coraggio ce l’hanno, parlano e denunciano, tante invece ancora tacciono.

A dare forza a queste donne sarà utile un libro, davvero bello, ”Ho detto no”, di Chiara Di Cristofaro e Simona Rossitto, Il Sole 24 Ore, 160 pagine.

Le due autrici propongono otto storie di sette donne, Antonella, Francesca, Stefania, Yvette, Clara, Luisa, Mara, e un uomo, Marco, che ha fatto i conti con la violenza ed ha deciso di farne a meno.

Donne come tante, che hanno dovuto attraversare il tunnel della violenza, sono cadute, hanno accettato il cambiamento e sono rinate.

Storie di una rinascita, quindi, che apre alla speranza ed alla certezza che si possa riuscire a ritrovare una vita giusta e libera.

Quello che la violenza uccide è proprio la speranza: chi la subisce entra in un tunnel cieco, non trova via d'uscita. La vittima è sola. Il cielo stesso le si chiude sopra alla testa. Non c'è parola, non c'è pensiero, non c'è più emozione. Anche chi si accorge sembra girare le spalle. Mancano la luce, i colori, i suoni vicini di voci amiche. La bellezza della vita si allontana per sempre, perché i colpi più forti non arrivano solo sul corpo, arrivano dentro all'anima.

Chiara Di Cristofaro e Simona Rossitto dicono no a tutto questo. Il loro libro è molto più di una testimonianza: è una vera e propria "guida contro la violenza di genere", che può cominciare a togliere la vittima da quello spazio senza tempo e senza amore in cui le precipita il produttore di violenza.

Non è facile, certo, ma una via d'uscita dal tunnel c'è. Non è facile perché i numeri stessi che descrivono l'ampiezza di questo fenomeno anche da soli spaventano: un femminicidio ogni tre giorni, circa un terzo delle donne nel mondo sono vittima di una qualche forma di violenza.

E non c'è solo questo , c'è anche la violenza economica, il ricatto che mette in mezzo e strumentalizza i figli, la manipolazione della realtà, la riduzione dell'immagine e della fiducia in sè, solo per citarne alcune, di queste forme di violenza. Cosa fare dunque quando sembra proprio che essa sia vincente e nulla possa sconfiggerla?

"La cosa giusta, suggeriscono le autrici, è quella di rivolgersi ad un centro antiviolenza - scrive nella prefazione la scrittrice Tea Ranno -e ne spiegano le ragioni intanto che ci raccontano le storie di quelle che ce l'hanno fatta e di quelle che non sono riuscite a tirarsi fuori dalla relazione tossica perché ne hanno sviluppato la dipendenza: non dalla violenza, ma dalla speranza che lui cambiasse, dalla convinzione , falsa, che se lei fosse stata più buona, più brava, più amorosa, più gentile, più obbediente, lui avrebbe smesso di fare il matto".

E da questo labirinto di dipendenza è complesso tirarsi fuori, impossibile da sole, non perché una persona in quanto tale non possa farlo, ma perché chi si trova in queste relazioni malate ha davvero bisogno di una mano esperta, che sappia dove e quando intervenire e guarire la paura costruita da anni di minacce e dolore, di senso di colpa, di senso di inadeguatezza, Il senso del fallimento continuo.

"Il valore di questo libro- si legge ancora nell'introduzione- sta nell'indicare in maniera chiara il percorso da intraprendere: prima ancora che denunciare il molestante alle forze dell'ordine, le donne devono entrare in un sistema di protezione, e possono farlo rivolgendosi ad una struttura idonea, dotata di personale competente, che saprà diventare l'elemento di congiunzione tra loro e le istituzioni che hanno il compito di tutelarle".

E per ognuna delle otto storie le autrici segnalano un punto particolare, un punto di svolta, che ha condotto le protagoniste a trovare il coraggio del cambiamento e della rinascita.





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